“Banditi a Milano”, Lizzani ci ricorda come eravamo

18.02.2015 14:12

Rivedere la Torino e la Milano anni Sessanta è stato un bel tuffo nel recente passato. Una carrellata di immagini dense di ricordi ed emozioni. Ė stato questo lo spirito che ha animato il pubblico del film del 1968, presentato ieri a San Gillio nell’ambito del terzo appuntamento della rassegna “Tra Storia e Cinema”.

A presentare la pellicola è stato Milo Julini, scrittore e studioso di storia criminale, nonché vicepresidente della nostra associazione. La sua è stata un‘introduzione precisa e puntuale della vicenda reale della banda Cavallero e della costruzione filmica del regista Lizzani. Un montaggio che il regista dedicò nel primo quarto d’ora a tracciare un quadro generale della malavita milanese, e che solo dopo concentrò sulla banda composta da Piero Cavallero e dai suoi complici.



Il film ha tenuto col fiato sospeso, soprattutto nella parte finale, dove il regista ricostruisce la rapina finita male a Milano, con una sparatoria fra le vie meneghine e un inseguimento spettacolare, degno del primo vero “polizziottesco” italiano. Un film, "Banditi a Milano", che ha il respiro della cronaca, e che ha regalato un affresco della vita italiana durante gli anni del “boom” economico.

Il ciclo di film “Tra Storia e Cinema” riprenderà martedì prossimo con la pellicola “Lo squadrone bianco”, che ci farà approdare nella Libia italiana degli anni Trenta. Un’ambientazione lontana, ma che, visti gli attuali sviluppi della politica internazionale, regalerà spunti di riflessione sul presente...

Vi aspettiamo!     
 

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