In memoria dei valdesi perseguitati. l'omaggio di Trino Vercellese

13.06.2016 21:29

Una lapide a ricordo della morte di oltre seicento fedeli valdesi, deceduti in prigionia. E' questo l’omaggio della città di Trino Vercellese, tributato ieri alle vittime di una persecuzione lontana. Quella che nel 1686  il Duca di Savoia Vittorio Amedeo II, cattolico,  decretò per i valdesi che erano sudditi  del suo regno. Gli 8000 fedeli protestanti catturati dalle autorità savoiarde furono imprigionati in alcune fortezze, tra le quali Palazzo Paleologo di Trino Vercellese.

Pierfranco Irico e il sindaco di Trino Alessandro Portinaro

L’omaggio di Trino è dovuto soprattutto alla riscoperta di quella vicenda lontana da parte di Pierfanco Irico, storico locale dell’associazione Tridinum (www.tridinum.org), che ha pubblicato tre anni orsono un articolo ben documentato sulla sorte dei 680 valdesi rinchusi a Trino. Uomini e donne costretti a stare rinchiusi in prigione per mesi e mesi, malnutriti e maltrattati. Dei molti reclusi, otto mesi dopo, quando il duca concesse la libertà (a condizioni restrittive, come l’esilio in terra svizzera), ne erano rimasti vivi soltanto 46. E sorte simile era toccata ai valdesi rinchiusi anche nelle altre fortezze.

Pierfranco Irico illustra nel cortile di palazzo Paleologo il risultato della sua ricerca

La targa apposta a Palazzo Paleologo recita così: “Strappati dai loro monti, condannati per la loro fede, dopo dura prigionia perirono tra le mura di questo palazzo nel 1686”. Un doveroso ricordo e un monito alle generazioni presenti e future, come sottolineato anche dal sindaco di Trino, Alessandro Portinaro.  

 

Francesco Riccardini

   

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